UNATRAS: Cordoglio per la tragedia di oggi. Il fermo di maggio è confermato: chi protesta lo fa nel rispetto della legge e della vita

20 Aprile 2026 TUTTE LE CIRCOLARI

UNATRAS: Cordoglio per la tragedia di oggi. Il fermo di maggio è confermato: chi protesta lo fa nel rispetto della legge e della vita

UNATRAS — l’organismo unitario che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane di autotrasporto — esprime il più profondo cordoglio alla famiglia dell’autotrasportatore investito e ucciso sull’autostrada A1, nel Casertano, durante le manifestazioni di questa mattina. Un collega è morto. Alla famiglia, ai colleghi, a chi gli voleva bene: tutta la categoria si stringe nel dolore.

I fatti impongono una distinzione che non può essere taciuta.

Il fermo nel quale si è consumata questa tragedia è stato proclamato da una sigla associativa del tutto estranea a UNATRAS, che ha agito in modo unilaterale ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare la propria iniziativa — motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva, ovvero il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto, ai sensi della Legge 146/1990.

Quella sigla era pienamente consapevole dell’impossibilità di procedere: la proclamazione effettuata a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione — a fronte dei 25 obbligatori per legge — configura una violazione deliberata, non un errore procedurale. Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa esisteva proprio per prevenire, e che UNATRAS giudica inaccettabile. Per queste ragioni, UNATRAS comunica che non intende sedersi allo stesso tavolo istituzionale con chi ha dimostrato di non rispettare le regole fondamentali del confronto, e chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste dalla Legge 146/1990.

UNATRAS ha operato con rigore e responsabilità: preavviso di 25 giorni comunicato alla Commissione di Garanzia, servizi minimi garantiti, modalità conformi al Codice di autoregolamentazione dei servizi pubblici essenziali.

Ci rivolgiamo al Governo con chiarezza: il tempo delle risposte interlocutorie è finito. La categoria chiede da mesi misure compensative concrete contro l’insostenibile aumento del costo del carburante. Auspichiamo che il Governo riconosca il ruolo fondamentale dell’autotrasporto per l’economia nazionale e apra un confronto serio, con chi le regole le rispetta.

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